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Un concetto globale…
Il problema della tutela dell'ambiente e la considerazione dei suoi aspetti economici furono affrontati in maniera ufficiale negli Stati Uniti in uno studio effettuato da un gruppo di ricercatori collegati al governo americano (sotto la presidenza di Jimmy Carter) pubblicato nel 1980: The Global 2000 Report to the President, nel quale venivano analizzati i problemi della popolazione e le sue attività in rapporto con le risorse naturali:
"se continueranno le tendenze attuali il mondo del 2000 sarà più popolato, più inquinato, meno stabile ecologicamente e più vulnerabile alla distruzione rispetto al mondo in cui ora viviamo. Le gravi difficoltà che riguardano popolazione, risorse ed ambiente progrediscono visibilmente. Nonostante la maggiore produzione mondiale, sotto molti aspetti la popolazione mondiale sarà più povera in futuro di adesso. Per centinaia di migliaia di persone disperatamente povere, le prospettive di disponibilità di cibo e di altre necessità vitali non miglioreranno, per molti aspetti peggioreranno.....a meno che le nazioni del mondo agiscano in maniera decisiva per modificare l'andamento attuale."

Tale rapporto ebbe, all'epoca, una straordinaria pubblicità ma, attualmente, siamo entrati nel terzo millennio senza evidenti cambiamenti nella situazione mondiale.
Precedentemente, nel 1972, il Club di Roma1 pubblicò un Rapporto sui limiti dello sviluppo (Meadows D. et al.),commissionato al MIT di Boston, che conquistò l'attenzione dell'opinione pubblica, nel quale si prediceva che la crescita economica non potesse continuare indefinitamente a causa della limitata disponibilità delle risorse naturali, prima fra tutte il petrolio. Tali previsioni riguardo al progressivo esaurimento delle risorse del pianeta erano tutte relative al periodo successivo all'anno 2000. Una delle conclusioni del rapporto è che "è possibile modificare i tassi di sviluppo e giungere ad una condizione di stabilità ecologica ed economica, sostenibile anche nel lontano futuro. Lo stato di equilibrio globale dovrebbe essere progettato in modo che le necessità di ciascuna persona sulla terra siano soddisfatte, e ciascuno abbia uguali opportunità di realizzare il proprio potenziale umano".
L'impiego di molte risorse essenziali e la produzione di numerosi tipi di inquinanti da parte dell'umanità hanno già superato i limiti sostenibili dall'ambiente. Se l'attuale tasso di crescita della popolazione, dell'industrializzazione, dell'inquinamento, della produzione di cibo e dello sfruttamento delle risorse continuerà inalterato, i limiti dello sviluppo su questo pianeta saranno raggiunti in un momento imprecisato entro i prossimi cento anni. Il risultato più probabile sarà un' improvviso ed incontrollabile declino della popolazione e della capacità industriale.

Questo declino non è inevitabile, per non incorrervi sono necessari due cambiamenti:

1. una revisione complessiva delle politiche che perpetuano la crescita della popolazione e dei consumi
2. un uso efficiente dei materiali e dell'energia.

"Lo sviluppo sostenibile rappresenta una visione globale del concetto di sviluppo, una strategia che si articola a diversi livelli: esso, in sintesi. potrebbe essere definito come una forma di sviluppo non solo economico ma anche sociale, in cui la crescita economica avviene entro i limiti delle possibilità ecologiche degli ecosistemi e della loro capacità di soddisfare i bisogni delle generazioni future. Infatti tutti gli esseri umani, al di là della loro struttura sociale, politica ed economica, hanno bisogno di materiali naturali biologici per soddisfare i loro bisogni inerenti l'alimentazione. l'abitazione, l'energia, i medicinali ed in generale per raggiungere un buon livello di qualità della vita.
Poiché lo sviluppo economico dipende dallo stock di risorse naturali della terra, mantenerne la riproducibilità rappresenta la chiave per la sostenibilità. Tale riproducibilità viene mantenuta solo da un uso razionale delle risorse che tenga conto dei meccanismi di funzionamento degli ecosistemi e in generale delle capacità di carico ambientali (in senso ampio)." (da "Progettiamo il futuro" di Educazione Ambientale supplemento a " Legambiente notizie" n.8 anno VII 15.10.96)
Associazione non governativa di scienziati, economisti, industriali, capi di stato dei cinque continenti, fondata nel 1968 per iniziativa di Aurelio Peccei, il cui scopo è analizzare i cambiamenti della società contemporanea.

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